martedì 25 febbraio 2014

Lo stagno, un piccolo bellissimo microcosmo (parte 1)

Abbiamo la fortuna di vivere a Firenze, ma praticamente in campagna. Vicino a casa c'è un piccolo stagno che  si trova nell'oliveto che hanno i miei genitori. Non è un laghetto a scopo decorativo, niente pesci rossi o esotici... quando è stato realizzato pochi anni fa abbiamo semplicemente aspettato con pazienza che le forme di vita presenti sul territorio (autoctone) lo colonizzassero spontaneamente.



E così, ogni anno i ROSPI vengono qui per riprodursi. A fine inverno questi animaletti escono dai ripari dove hanno trascorso i mesi più freddi (buche nel terreno, vecchi tronchi... ) e approfittando del buio e dei giorni di pioggia (come tutti gl ANFIBI hanno costantemente bisogno di umidità) si dirigono verso pozze, laghetti, stagni e corsi d'acqua. Purtroppo molti di loro finiscono sotto le ruote delle macchine... attenzione quindi quando siamo in macchina in campagna la sera, soprattutto se piove.
Le femmine vengono attirate dal gracidare dei maschi, e così iniziano gli accoppiamenti. Ecco cosa ho potuto fotografare in questi giorni:

Rospi in accoppiamento (Bufo bufo)
Rospi in accoppiamento (Bufo bufo)


La femmina, che è molto più grossa del maschio, depone uova avvolte in cordoni gelatinosi che il maschio feconda esternamente.


Uova di rospo all'interno dei caratteristici cordoni mucillaginosi

Uova di rospo all'interno dei caratteristici cordoni mucillaginosi

Da quei piccoli puntini neri si svilupperanno i girini.

Girini appena usciti dall'uovo


I girini nuotano aiutandosi con la coda e si nutrono di alghe e vegetali, ma il loro corpo andrà incontro a una grande metamorfosi: in breve, la coda regredisce, spuntano le zampe posteriori e anteriori, e diventano pian piano carnivori (i rospi adulti mangiano soprattutto insetti e invertebrati vari).

Nel nostro laghetto non abbiamo ancora avuto il piacere di ospitare le RANE. (Questa l'ho fotografata sul vicino fiume Terzolle). Ma non perdo la speranza.

Rana verde (Pelophylax sp.)

Diversamente dai rospi che sono piuttosto "terricoli" (tranne che nel periodo riproduttivo vivono soprattutto fuori dall'acqua.), le rane vivono ai margini dei corsi d'acqua e degli stagni, ed è molto facile vederle tuffarvisi velocemente perchè al minimo segnale di pericolo si rifugiano sott'acqua. Anche le rane sono insettivore. Per quanto riguarda il loro aspetto, le principali caratteristiche che permettono di distinguere la rana dal rospo sono: lunghe zampe posteriori adatte al salto, assenti nel rospo che si muove camminando; pelle piuttosto liscia e umida, mentre quella del rospo è liscia e rugosa; dimensioni inferiori, assenza delle prominenti ghiandole che ha il rospo dietro agli occhi (che si chiamano parotoidi).
E' facile distinguere le uova delle rane da quelle dei rospi, perchè anzichè in cordoni sono deposte sottoforma di ammassi rotondeggianti. I girini sono più difficili da riconoscere ad un occhio inesperto, ma anzichè completamente neri come quelli dei rospi, i girini di rana sono chiazzati d'oro, grigio e verde.

E guardate cosa abbiamo visto più di una volta:

Biscia dal collare (Natrix natrix)
Questa è una Natrix, la Biscia dal collare, un serpente assolutamente innocuo per l'uomo, che si nutre spesso di anfibi e che predilige habitat vicini a stagni e corsi d'acqua.

Tornerò a parlare dello stagno perchè non è finita qui, è il regno di tanti altri piccoli animali!


martedì 18 febbraio 2014

Bambini e educazione ambientale

Nella nostra epoca l’educazione ambientale è diventata irrinunciabile. 
Non serve ricordare quanto il mondo in cui viviamo sia sempre più inquinato, sporco, cementificato, artificiale, impoverito in termini di bioversità e di estensione delle aree naturali. E allora non c’è altra speranza che educare i nostri bambini a rispettare l’ambiente, anzi, prima ancora di tutto a viverlo e amarlo, in modo che ne siano loro stessi i primi fruitori e quindi futuri responsabili della sua conservazione.
[...]
Continua qui a leggere l'articolo che ho scritto per  Italia che mamme

martedì 11 febbraio 2014

L'Acquario di Genova

Sabato siamo stati all'acquario di Genova, una meta d'obbligo per le famiglie con bambini!
La struttura è grande e ci vuole un po' di tempo per vederla con calma, quindi bisogna dedicarci almeno mezza giornata.


Devo dire che non adoro le strutture con animali in cattività, ma qui stiamo parlando del secondo acquario più grande d'Europa dopo quello di Valencia, di una struttura seria in cui sono coinvolti l'Università di Genova, le associazioni ambientaliste, la Fondazione Acquario di Genova Onlus le cui attività scientifiche, conservazionistiche e didattiche fanno dell'acquario un luogo di grande valore scientifico e educativo. 

Forse perchè eravamo fuori stagione, ma non c'erano tantissimi visitatori e abbiamo potuto vedere tutto più che tranquillamente. Lungo i corridoi, grandi e bambini osservano incantati le vasche in cui sono ricostruiti con cura i diversi ambienti (portuale, mediterraneo di scogliera, tropicale, barriera corallina, ambiente fluviale dell'Amazzonia ecc...) e quelle con gli animali più "attrattivi" soprattutto per i piccoli: squali, delfini, foche, lamantini, pinguini. La cosa più importante per una struttura come questa, equiparabile da questo punto di vista a quelle museali: tutto è adeguatamente spiegato per mezzo di interessantissimi pannelli informativi, didascalie, video.

Ecco alcune foto, in ordine sparso: 








Piccole ma meravigliose le vasche con le meduse


C'è poi un'area dove si ricostruisce l'ambiente unico al mondo della Foresta del Madagascar


Per i bambini, c'è anche un'area Spongebob.

Nel luglio 2013 l'acquario si è ampliato con il nuovo padiglione dei cetacei (progettato con lo studio di renzo Piano), grande e molto bello, di cui non ho foto abbastanza buone, vedete tutto al link sopra: al momento della nostra visita i delfini non si trovavano nella famosa vasca grande provvista di tunnel trasparente, ma nella vasca piccola dove il personale li ha fatti giocare e saltare con le loro caratteristiche evoluzioni: inutile dire che per i bambini è stupendo, anche perchè il padiglione è progettato su più livelli, e si possono vedere i delfini (tursiopi, tutti nati in acquari) o in alto mentre saltano fuori dall'acqua,o in basso mentre si tuffano nella vasca. 








All'acquario si possono fare visite guidate (arrivate la mattina presto, le fanno intorno alle 11), e una visita speciale "Acquario segreto", dove il personale vi porta nel "backstage" e permette ai bambini di scoprire i segreti della gestione delle vasche e usare anche i microscopi... mi sarebbe piaciuto partecipare ma non era adatta alla piccola di due anni e mezzo, avremmo dovuto dividerci e organizzarci per tempo.

Un'altra cosa che organizzano una volta al mese (per i bambini dai 7-13 anni): Una notte con gli squali !

Per chi rimane a Genova almeno uno o due giorni, nella zona dell'acquario, al porto antico, ci sono altre strutture rivolte alle famiglie che noi non abbiamo visitato per mancanza di tempo (siamo andati in giornata, o "dalla mattina alla sera", come si dice qui a Firenze ): Città dei bambini (un museo scientifico con attività didattiche che i bambini sperimentano in prima persona ), Galata museo del mare, Biosfera. C'è poi, ormeggiato nel porto antico accanto all'acquario, il galeone appositamente costruito negli anni '80 per il film "Pirati!" di Roman Polanski, anche quello è visitabile.

Tutte le informazioni qui: www.acquariodigenova.it 

p.s. L'acquario ha un "fratello minore", l'acquario di Livorno che abbiamo visitato quest'estate, gestito dalla stessa società (E' più facile da visitare dalla Toscana, ed è lo stesso interessante,  ma almeno nel momento in cui l'ho visto, per me non  è organizzato altrettanto bene, non è una questione di grandezza, magari ne parlerò in un altro post)